Il reato di pedofilia commesso da un individuo che ha avuto la vocazione di farsi consacrare ministro di Dio è forse la massima espressione dell'orrore. C'è più barbarie nella mano allungata di un sacerdote su un corpo innocente piuttosto che nelle condotte di un sergente della Wehrmacht. Agendo in una dimensione premorale, si macchia di uno crimini più oscuri proprio chi si impone a livello sociale come il custode e il divulgatore dell'unica morale possibile. La violenza brutale si allea con la dissimulazione in una messinscena pretesca, che è odio per la spontaneità e per la gioia di vivere. Magari quel sacerdote si rifiuta di offrire l'ostia ad una donna divorziata (costretta a fuggire dal picchiatore della sera), organizza fiaccolate contro chi, come Beppino Englaro, si è battuto per la dignità di una persona, o scaccia giovani gay dal proprio centro sociale, per poi sciogliersi in facciate mielose ed unte di ipocrisia.
La vita è esperienza, cioè improvvisazione, utilizzazione delle occasioni; la vita è tentativo in tutti i sensi. Donde il fatto, a un tempo imponente e assai spesso misconosciuto, delle mostruosità che la vita ammetteGeorges Canguilhem
lunedì 5 aprile 2010
Mostri del Signore per l'Olocausto bianco
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