La vita è esperienza, cioè improvvisazione, utilizzazione delle occasioni; la vita è tentativo in tutti i sensi. Donde il fatto, a un tempo imponente e assai spesso misconosciuto, delle mostruosità che la vita ammette
Georges Canguilhem



venerdì 26 ottobre 2012

Ho ancora pochi minuti a disposizione per dire la mia sulle ormai imminenti elezioni regionali siciliane. Come molti osservatori, anch’io credo che l’esito della consultazione avrà inevitabili ripercussioni sugli incertissimi equilibri politici nazionali. Se avessi diritto di voto, sceglierei senza esitazioni Rosario Crocetta. La sua esperienza amministrativa nel difficilissimo tessuto sociale di Gela, infestato dalla mafia, è stata tanto ardimentosa ed efficace, che può senza dubbio scusare una sua certa vocazione al narcisismo e all’autocompiacimento. Che sia sostenuto anche dall’UDC, a lungo il referente partitico di gruppi di potere impresentabili, non mi turba più di tanto: i sodali di Cuffaro e di Lombardo si annidano sotto le insegne di Musumeci e di Micciché. L’UDC cerca la catarsi attraverso l’espiazione. Trovo sconcertante, piuttosto, la vocazione suicida della sinistra radicale e del gruppo di Orlando. Sciocchi capricci, ripicche da tre soldi. Che senso ha ostentare una presunta verginità, per favorire il gioco delle destre? Se i siciliani premiassero Crocetta, che ha fatto della lotta alla mafia una ragione di vita, e che per giunta non dissimula la propria omosessualità in una terra ancora infervorata da oscuri pregiudizi, avrebbero compiuto davvero una rivoluzione culturale.

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