La vita è esperienza, cioè improvvisazione, utilizzazione delle occasioni; la vita è tentativo in tutti i sensi. Donde il fatto, a un tempo imponente e assai spesso misconosciuto, delle mostruosità che la vita ammette
Georges Canguilhem



giovedì 24 dicembre 2009

Auguri, con una riflessione

La Notte del Santo Natale che sta per iniziare può suggerire alcune considerazioni. Il valore della festa non si esaurisce nelle file infinite dei centri commerciali, negli odori invadenti delle cucine, nell'incenso amaro delle cattedrali. Non può essere mistificato dal sorriso perbenista che magari può far scivolare eccezionalmente un obolo di compassione nelle mani nere del mendicante. Perchè vale l'adagio secondo il quale a Natale son tutti più buoni. Non si riflette nei prosit, nei baci scambiati con gente che ognuno di noi si sognerebbe di baciare in qualsiasi altro momento dell'anno o nelle sinfonie di sempre ripetitive fino alla rivolta della coscienza. Centinaia di filmetti e ricordi di interminabili sere d'infanzia ci hanno ormai assuefatti alla monotonia delle emozioni e alla pigrizia del cuore. Recitiamo parti di un copione che conosciamo da sempre a memoria . L'autentico spirito cristiano non coincide sempre con i pregiudizi propagati dalla Chiesa Romana o con le gesta di quei personaggi illustri ed esimi che ostentano la loro professione di culto soltanto per tutelare determinate relazioni altolocate ed apparire come le anime pie, devote, timorate del Signore. E' incompatibile con il regime commerciale del supermarket della fede. In queste ore un pensiero va dedicato a quanti sono lasciati in penombra dalle luminarie accecanti, distanziati dal proscenio delle canzoncine intonate da voci angeliche. Il Natale è la maledizione degli emarginati. Tante anime oscure in queste ore stanno soffrendo più del solito e del dovuto. Chi ulula in una struttura psichiatrica avvolta dalla nebbia, chi dorme negli scompartimenti delle metropolitane o in un'auto abbandonata da sempre davanti alla Stazione Centrale, chi cerca riparo sotto i cavalcavia della tangenziale, chi passeggia per i corridoi anonimi della propria piccola dimora implorando l'orologio di terminare in fretta i propri giri, chi piange senza conforto. RitrattI di solitari per scelta o nemesi, depressi, angosciati, emarginati, diseredati, emarginati, clandestini, apolidi, falliti d'ogni genere e condizione, internati e reclusi. In questi giorni provano ancor di più il senso della loro vacua leggerezza esistenziale. Gente che non indide nulla. La società dei consumi non li considera, non può considerarli, dal momento che la loro esistenza basta a provare inconfutabilmente un inesorabile fallimento sociale. Il mondo capitalistico non è il migliore dei mondi possibili, forse è il peggiore. Non esistono. Non possono nè devono esistere. Le attenzioni del potere entrano nei ristoranti esclusivi, nei santuari consacrati a Nostra Signora dell'Ipocrisia, nei salotti scintillanti degli amici che contano. Nausea, nausea, nausea....!!! Lasciateci respirare!!! Nisgusto infernale, . . . come se si fosse inghiottito fango e . . . Nessuno può mostrare o svalare le regioni e la ragioni del sottosuolo, ciò che le vetrine addobbate dei negozi dei corsi principali non osano neppure riflettere. Sono ombre notturne, simulacri di foschia onirica, l'incubo di diventare qualcuno o qualcosa del genere. E' sufficiente dedicargli un pensiero per elevare il senso autentico della morale cristiana, checchè predichino i preti domani. Se fosse con noi, Cristo trascorrerebbe con loro il suo compleanno nella notte che sta per iniziare.

***
Lacrime lacrime non c'è ne mai abbastanza
quando vien su la scoglionatura,
inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo
e manda via il vischioso male
quando ti prende lei la bestia non c'è da fare proprio nulla
solo stare ad aspettare un giorno appresso all'altro.
E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia,
quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore
e poi diventa ansia che è come un sospiro trattenuto
che dice vengo su eppoi non viene mai.

La citazione è tratta da Altri libertini (1980) di Pier Vittorio Tondelli. Si tratta di un passo che amo alla follia; spesso lo richiamo quando ho l'umore in cantina. La bestia di Tondelli è la depressione giovanile. Lo stato depressivo può valicare il limite patologico della pena individuale per assumere connotazioni sociali, delle quali sono portatori latenti proprio le sentinelle notturne, gli alienati della Notte Santa, una notte come infinite altre monotone notti per loro. Notti di rabbia e di stelle. Notti di pianto e di urlo. Notti di tanfo e di pena. Notti di gelo e di mare. Notti di morte. Nelson Algren ha scritto (con buona ragione!): "I politici e gli intellettuali mi annoiano, mi sembrano irreali; la gente che frequento è quella che mi pare vera: puttane, drogati, ladri, gli unici rimasti con qualcosa da dire e nessuno a cui dirlo". Auguri libertari a tutti, . . .

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